Dopo i grandi cambiamenti del 2016 apportati alle icone delle amicizie e dei gruppi per una maggiore “parità dei generi”, Facebook ci sorprende di nuovo e cambia logo aziendale.

Questo nuovo cambiamento, però, non coinvolge il logo del social network, il quale resta così come lo conosciamo.

La compagnia, attraverso l’aggiornamento del brand, vuole distinguere la società dall’app, con scritte tutte in maiuscolo e colori diversi che andranno a distinguere prodotti, servizi e materiali di marketing dal social che noi tutti conosciamo.

Il messaggio è chiaro: tutti questi servizi sono di proprietà di Facebook e quindi la raccolta, la gestione e l’utilizzo di tutti i dati di cui è in possesso, è un fatto che riguarda esclusivamente la società.

La scelta non è casuale, ma mirata ad evitare, dopo le sanzioni di luglio 2019, ulteriori complicazioni con la Federal Trade Commission per la violazione della privacy.

Tuttavia, Elisabeth Warren, candidata alle primarie del partito democratico per elezioni presidenziali del 2020, lascia un tweet chiaro e forte: #BreakUpBigTech: una critica che solleva ulteriori polemiche per la necessità, secondo Warren, di dover limitare il potere dei “giganti tecnologici” i quali contrasterebbero i poteri democratici e minerebbero le piccole attività produttive.

La conservazione dei dati, ormai, sembra essere il nuovo oro dei nostri tempi, ma è chiaro che conservazione e sicurezza siano separati da una linea molto sottile il cui mancato rispetto, provoca per cause di forze maggiore, conseguenze ampie e gravi.

Non c’è in ballo soltanto la fiducia e il “benessere” degli utenti che usufruiscono dei prodotti e servizi Facebook, ma anche la tutela a norma dei dati che ogni giorno il colosso americano riceve.

D’altro canto è pur vero che grande parte di questi dati sono concessi a Facebook per nostra volontà, attraverso tutto il processo di condivisioni, ricerche, pubblicazioni e reactions rendendo le critiche negative piuttosto discutibili.

Quindi, forse, la vera soluzione prima di partire da chi gestisce società e social, dovrebbe anche riguardare da vicino gli utenti per un esperienza sui social più responsabile, duratura e sicura.