Nella costruzione di un’immagine non esistono regole assolute. Comporre significa scegliere, in maniera creativa, del tutto personale.
Tuttavia, ci sono alcune indicazioni che, se seguite, possono rendere il nostro scatto più armonioso e bello a vedersi.

LA SEZIONE AUREA:

La sezione aurea (detta anche rapporto aureo o proporzione divina) è la rappresentazione geometrica di un numero irrazionale (1,681… = numero aureo) attraverso forme, linee e proporzioni geometriche.

È un concetto che è presente in tantissimi elementi naturali e opere d’arte.

Non staremo qui a spiegare da dove viene questo numero (lascio a voi la libertà di curiosare), ma ci limiteremo a descrivere la conseguenza geometrica che genera e come questa si applica nella fotografia.

In figura vediamo quelli che sono il rettangolo aureo e la spirale di Fibonacci. Sono queste proporzioni che ci possono aiutare a costruire la nostra inquadratura.
Il consiglio è quello di posizionare il soggetto in corrispondenza dei punti d’intersezione delle linee (dette linee di forza). Perché? Perché quelli sono i punti su cui l’occhio umano, per natura, si concentra di più di primo acchito.

LA REGOLA DEI TERZI:

Questa regola di composizione è quella che semplifica il concetto della sezione aurea. Basterà dividere la nostra inquadratura in nove sezioni uguali formate da due linee orizzontali e due verticali equidistanti tra loro, formando la cosiddetta griglia dei terzi.

Anche in questo caso è consigliabile porre il soggetto in uno dei punti d’intersezione, per rendere l’immagine più dinamica e armoniosa.

La regola dei terzi è utile anche per decidere dove posizionare la linea dell’orizzonte nelle fotografie di paesaggi. In pratica, l’orizzonte stabilisce quale parte dell’immagine mettere in risalto. Se posizionato lungo la linea superiore si darà più importanza al paesaggio rispetto al cielo. Se posizionato lungo la linea inferiore il cielo avrà più rilevanza rispetto al paesaggio. Se posizionato perfettamente a metà, invece, daremo la stessa importanza ai due elementi, effetto solitamente non voluto, tranne in qualche caso (es. dove ci sono situazioni di riflesso).

N.B.: La regola dei terzi è applicabile a ogni formato.

Attenzione: Non dimenticate mai l’importanza di un soggetto posto al centro.

LE LINEE:

È anche possibile sfruttare delle linee già presenti nella nostra scena o crearne di immaginarie attraverso gli elementi all’interno di essa.
Solitamente, le linee orizzontali comunicano più un senso di tranquillità, di morbidezza. Quelle verticali, invece, più un senso di mobilità, di durezza. (forse perché le colleghiamo alla forza di gravità). Le linee oblique, invece, danno profondità all’immagine (secondo le regole prospettiche).

Possiamo immaginare anche le linee di uno sguardo. È prassi in questo caso lasciare spazio verso il lato cui lo sguardo del soggetto è rivolto.

RITMO:

Gli elementi ridonanti all’interno di una scena contribuiscono a “dare nell’occhio”, e quindi a creare una sorta di ritmo che contribuisce ad attirare l’attenzione di chi guarda la foto.

CORNICI NATURALI:

È successo a tutti almeno una volta nella vita di avere l’stinto di inserire il soggetto all’interno di una “cornice” presente nella scena. Forse perché, effettivamente, abbiamo sempre visto le fotografie incorniciate. E quell’istinto non aveva tutti i torti. Una cornice non solo dà tridimensionalità e profondità alla scena, riesce anche, al pari di uno sfondo sfocato, a mettere in risalto il soggetto, a renderlo subito riconoscibile.

Provate a seguire questi piccoli consigli e poi… sbizzarritevi!

D’altronde, soprattutto in fotografia, le regole sono fatte per essere conosciute, per essere interpretate e alla fine, se c’è un motivo ben preciso, per non essere seguite.